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Modulo 1 - Il manuale per il recupero

Le componenti ambientali dei siti minerari

L’importante distretto di archeologia industriale del Sulcis Iglesiente Guspinese, nonostante le non poche differenze sotto il profilo culturale ed economico dei diversi compendi minerari presenti, costituisce nel suo insieme un patrimonio di notevole interesse culturale e ambientale con alcune caratteristiche che consentono di identificarne forme, funzioni e significati comuni.

Ciascun compendio vive una propria autonoma storia che tuttavia si intreccia con quelle contigue per:

  • l’affinità delle tecniche estrattive utilizzate e delle scelte industriali adottate;
  • per l’alternanza in siti diversi di stessi proprietari, dirigenti e tecnici;
  • per l’impatto ideologico di alcune scelte progettuali;
  • e soprattutto per il ruolo delle maestranze locali che, sotto il profilo costruttivo, non potevano che proporre il proprio repertorio di tecniche e competenze, spesso molto semplificate ma non di rado di notevole impatto formale;

Questo insieme assai diversificato di insediamenti produttivi é caratterizzato da infrastrutture di vario genere e spesso di grande impegno costruttivo (ferrovie, strade, porti, dighe, condotte, ecc…) che dimostra competenze ingegneristiche anche molto sofisticate, da centinaia di chilometri di escavazioni in galleria poste a diversi livelli, da fabbriche e manufatti industriali differenti per funzioni e forma, da strutture e macchinari funzionali all’attività estrattiva e di trasformazione del minerale, da villaggi minerari e da eterogenee strutture di interesse collettive poste a servizio e supporto della produzione e della residenza.

In definitiva l’area oggetto dello studio costituisce una delle realtà più significative per la comprensione dei valori del lavoro minerario.

Rispetto al contemporaneo panorama europeo di archeologia mineraria, ed anche rispetto ad altri compendi altrettanto significativi della realtà industriale dell’isola, i compendi esaminati presentano alcuni elementi di specificità che sono ben noti agli studiosi di quella realtà, ma che qui vale la pena di indicare poiché hanno orientato in modo preciso la costruzione del “repertorio”.

Il caso delle concessioni minerarie di Montevecchio-Ingurtosu, per restare nell’ambito dell’i ndustria estrattiva dei minerali di piombo e dello zinco, è in tal senso emblematico.

  • A. Il primo importante elemento di ricchezza e qualificazione di questi insediamenti è costituito infatti dalla possibilità di individuare tutte le fasi di quel rapido avanzamento e aggiornamento dei processi produttivi che hanno interessato l’attività mineraria a partire dalla metà del secolo scorso.
    La conoscenza delle fonti relative ai diversi permessi e concessioni minerarie e alla successiva attività progettuale nei cantieri concretamente attivati sul territorio consente di ricostruire con sufficiente attendibilità le motivazioni che hanno condotto alla nascita e alla localizzazione dei diversi impianti e dei villaggi minerari, e di comprendere il senso di quelle interazioni tra industria e territorio che hanno prodotto scenari assai articolati, spesso diversi l’uno dall’altro e non sempre di immediata comprensione. 
  • B. Il paesaggio di archeologia industriale della valle di Montevecchio-Ingurtosu ha assunto infatti l’attuale fisionomia come risultato della integrazione tra i fattori fisici del territorio e le scelte industriali legate alla ricchezza e alla distribuzione delle risorse minerarie e delle altre componenti ambientali presenti sul territorio indispensabili per il loro sfruttamento.

    Ma quel paesaggio è anche il risultato:
    • delle risorse, capacità imprenditoriali e riferimenti culturali che animarono proprietari e dirigenti delle aziende; 
    • della capacità di adattamento all’innovazione dimostrata dalle popolazioni locali; 
    • dei continui aggiornamenti introdotti nel ciclo produttivo dal progresso della scienza e della tecnica e della conseguente capacità di far crescere i rendimenti integrando e adattando di continuo gli impianti; 
    • delle condizioni esterne di mercato che determinarono vertiginosi ritmi di crescita alternati a brusche contrazioni della produzione; 
    • delle decisioni aziendali in merito ai progetti di ricerca e di sfruttamento delle risorse che condannarono all’abbandono cantieri obsoleti, trasformarono molte strutture o ne fecero nascere di nuove; 
    •  dei progressivi miglioramenti delle condizioni di lavoro e di vita degli operai che diedero nuovo impulso alla nascita dei villaggi operai e dei servizi di interesse collettivo.
    Questa straordinaria attitudine dei due compendi ad evocare l’intera storia dell’industria mineraria assieme alla incomparabile valore ambientale dei luoghi costituisce oggi l’elemento di maggiore suggestione e un punto di forza su cui occorrerà concentrare le migliori capacità progettuali al fine di una adeguata opera di valorizzazione di tutte le risorse presenti.

    Ad integrare questa fondamentale vocazione storico-ambientale del compendio concorrono altre non secondarie peculiarità del luogo.
  • C. Il primo elemento di specificità riguarda la straordinaria continuità storica tra l’attività estrattiva di età industriale con quella preesistente che riveste interesse storico–archeologico.
    Quest’ultima infatti, attestata già in epoca preistorica prosegue con poche soluzione di continuità con le escavazioni in epoca fenicio-punica e romana, con le successive importanti esperienze dei cantieri pisani e aragonesi nel XIII e XIV secolo, con quelle di età spagnola e sabauda fino a tutto il XVIII secolo, in continua crescita fino alla meta dell’ Ottocento.
  • D. Il secondo elemento di specificità riguarda le modalità con cui si svolse l’attività edilizia nella prima fase di industrializzazione e infrastrutturazione del territorio tra la metà del XIX e i primi decenni del XX secolo.

In quel periodo infatti, sotto il profilo degli esiti architettonici del costruito, si incontrano due differenti culture.

La prima sostenuta dall’ideologia e dai temi dominanti del revival e dell’eclettismo ampiamente presenti nel panorama europeo dell’epoca e qui trasferiti dagli ingegneri tedeschi, francesi e inglesi che giunsero al seguito dell’industria; la seconda, rappresentata dalla tradizione locale, del tutto estranea a quei temi, ma ricca di esperienze costruttive plurisecolari fondate sull’uso sapiente dei materiali del posto: il legno, la pietra, la calce, il mattone laterizio, il mattone crudo, posti in opera attraverso tecniche collaudate con un repertorio formale e tipologico semplice, efficiente e dagli esiti relativamente diversificati.

Il risultato di questo incontro tra le forme e i materiali introdotti ex novo dall’industria, in primo luogo il ferro e la ghisa, con le tecnologie e i materiali del luogo, furono quelli di una sostanziale fusione di esperienze anche in vista delle esigenze pratiche che esigevano risposte economicamente sostenibili.

Questo sincretismo compositivo si individua esplicitamente in quella singolare saldatura tra l’antica esperienza costruttiva dell’abitato preindustriale urbano e rurale (si pensi ai forriadroxius e ai medaus del Sulcis-Iglesiente) e l’innovazione tecnologica e formale, inizialmente ancorata all’ideologia romantica mitteleuropea e poi, in epoca fascista, ai temi della latinità, ma entrambe funzionali, forse più di quanto si creda, anche alle esigenze della organizzazione razionale del lavoro e quindi della produzione.

Un sincretismo che ovviamente finì col caratterizzare e qualificare con più evidenza e vivacità le architetture minerarie più evocative e rappresentative dell’individualità e missione aziendale e dunque più svincolate dalla esigenze produttive; tra questi, ad esempio, i pozzi e i “castelli” minerari, i fronti monumentali di alcune laverie, i palazzi direzionali, gli edifici destinati ai servizi collettivi, ecc...

Risorse

Azione al portatore di una Compagnia mineraria

Azione al portatore di una Compagnia mineraria

Operaio intento al processo di fusione del metallo nel rinascimento

Operaio intento al processo di fusione del metallo nel rinascimento

Bau, abitazione del direttore - esempio di costruzione che segue stili estranei alla cultura locale

Bau, abitazione del direttore - esempio di costruzione che segue stili estranei alla cultura locale

Esempio di forriadroxius, casa agricola isolata delle campagne del Sulcis

Esempio di forriadroxius, casa agricola isolata delle campagne del Sulcis

 
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