Sito della biblioteca-mediateca comunale di Iglesias
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Nel processo produttivo, l’estrazione del minerale rappresenta l’insieme delle attività finalizzate all’ottenimento del minerale grezzo da destinare ai successivi processi di trattamento e arricchimento.
Il processo di estrazione coinvolge le diverse discipline dell’Ingegneria mineraria e dell’arte mineraria riguardo alle operazioni di scavo delle gallerie e pozzi, di coltivazione del minerale e del suo trasporto in sotterraneo e in superficie.
Il complesso di strutture e attrezzature mediante le quali si realizza la movimentazione del minerale dai vari livelli di gallerie sotterranee fino alla superficie del cantiere del minerale nonché il trasporto del personale addetto è solitamente indicato come “pozzo”, il quale comprende i seguenti elementi:
Tralasciando le tipologie dell’antichità (come i pozzi inclinati) e quelle introdotte nella fase finale dell’industria mineraria (come le discenderia per il transito degli automezzi), il pozzo verticale di estrazione rappresenta la tipologia più diffusa di infrastruttura di estrazione nell’a rco temporale compreso fra il 1800 e la chiusura delle attività estrattive.
Dal punto di vista architettonico il castello, che chiude sulla superficie il pozzo di estrazione, rappresenta l’unico elemento visibile delle complesse infrastrutture sotterranee necessarie per la coltivazione ed estrazione del minerale e la tipologia costruttiva (in muratura, in ferro, in cemento armato) lo caratterizza generalmente anche dal punto di vista architettonico.
I castelli in muratura rappresentano la tipologia più diffusa nei principali cantieri a partire dalla seconda metà dell’ottocento, assumendo spesso caratteri di aulicità e raffinatezza espressiva al pari delle costruzioni civili più rappresentative, come le direzioni, con le quali si rapportano per omogeneità di linguaggio e tecnica costruttiva.
In questo caso il rapporto del castello di estrazione con gli altri fabbricati ad esso connessi funzionalmente (sala argano, sala compressori e poi cabina elettrica) è tale che l’intero complesso assume le caratteristiche di organismo omogeneo soprattutto dal punto di vista architettonico.
La particolare forma del complesso dove ad un corpo generalmente quadrato ed emergente del castello di estrazione si accostano altri volumi edilizi in stretto rapporto funzionale, rappresenta già di per sé un tema rispondente al linguaggio del revival medioevale, che nella scena architettonica mineraria occupa un arco temporale di almeno settant’anni, dal 1850 fino al 1930.
Nei castelli in struttura metallica e in quelli in cemento armato, l’edificio è ridotto alla sola struttura resistente del telaio a pianta quadrata composto da montanti verticali, travi orizzontali e diagonali di controvento e contraddistinto dai due caratteristici puntoni inclinati generalmente sulla bisettrice dell’angolo formato fra la verticale e le funi di tiro, che collegano le molette poste sulla sommità del castello (in corrispondenza di un solaio), e la sala argano.
Con questo tipo di strutture, dove l’aspetto funzionale prevale sulle istanze di rappresentatività si realizza spesso una separazione fisica tra l’edificio del castello e gli altri fabbricati dei macchinari che continuano ad essere realizzati in muratura e pertanto tali da costituire un complesso non più omogeneo dal punto di vista architettonico.
Pozzo Piccalinna (Montevecchio)
Pozzo Sant'Antonio (Montevecchio)
Pozzo Sartori (Montevecchio)
Pozzo Casargiu (Ingurtosu, Arbus)
Pozzo Amsicora (Montevecchio)
Pozzo Zinnermann (San Benedetto, Iglesias)
Pozzo della miniera di Serbariu (Carbonia)