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La realizzazione delle prime case per operai da parte delle società minerarie coincide con lo sfruttamento continuativo dei giacimenti favorito dal crescente processo di meccanizzazione e dalla necessità per gli imprenditori di dotarsi di una organizzazione del lavoro più consona alle logiche di redditività economica.
Tale fase succede alla realizzazione delle prime infrastrutture che caratterizza i primi cantieri e che corrisponde anche ad un miglioramento delle condizioni abitative dei primi manovali costretti a vivere in ricoveri provvisori che gli stessi costruiscono sui terreni che la Società mineraria mette loro a disposizione.
Rispetto ai caratteri di aulicità che informa le architetture industriali e civili più rappresentative, in cui più chiara è la derivazione dai modelli e dal linguaggio eclettico europei, le architetture del villaggio operaio sono inizialmente caratterizzate da una riproposizione della tipica casa rurale locale della quale mantengono tecniche costruttive e semplicità di linguaggio, pur variandone l’impianto distributivo che viene adattato all’uso plurifamiliare o collettivo nel caso degli alloggi per operai scapoli.
Tali fabbricati, realizzati a partire dal 1870-80, sono in genere caratterizzati da un impianto basato sulla ripetizione di un modulo base costituito dalla cellula elementare, ovvero la stanza, che coincide da una parte col modulo della struttura verticale in muratura, dall’altra, in molti casi, con l’alloggio minimo costituito da un unico ambiente pluriuso generalmente dotato di camino.
Il modulo così definito viene aggregato in serie lungo la curva di livello con poche ma ricorrenti varianti che consistono:
All’aggregazione della cellula segue l’aggregazione dell’alloggio (secondo la regola della ripetizione in serie o per specularità) che configura l’edificio sia nella sua volumetria complessiva che nell’immagine (differenziazione dei fronti, disposizione degli ingressi e delle aperture).
Quasi tutti gli edifici hanno un perimetro rettangolare disposto lungo le curve di livello e la reciproca posizione segue criteri di spontaneità che asseconda l’orografia e le accidentalità del terreno a ridosso dei cantieri piuttosto che atti pianificatori precostituiti.
Su tale impianto, il raddoppio in altezza genera gli alloggi duplex, costituiti da una o in alcuni rari casi due cellule distribuite su due livelli mediante una scala interna in legno.
Generalmente, tale regolarità dell’impianto costruttivo-distributivo, ha favorito successivi adattamenti del fabbricato alle esigenze di miglioramento delle condizioni igieniche dei nuclei familiari mediante ampliamenti dell’alloggio ottenuti con minimi interventi per rifusione di più cellule elementari adiacenti o per addizione di ulteriori cellule per ricavare i servizi igienici con minime alterazioni della configurazione del fabbricato originario.
Ad altri tipi edilizi più evoluti appartengono diversi edifici costruiti a partire dagli anni ’2 0 e che si differenziano sia per linguaggio, poiché derivano dai tipi dell’edilizia residenziale pubblica, che per tecnica costruttiva essendo realizzati con tecniche più moderne dove alle murature in pietra tradizionali sono accostati gli orizzontamenti in cemento armato e caratterizzate inoltre da una migliore dotazione di servizi.
L’altra grande categoria funzionale di residenze operaie è rappresentata dagli alloggi per gli operai scapoli per la quale i primi esempi non si discostano molto dal tipo edilizio adottato per le residenza per famiglie, mentre invece a partire dagli anni ’20 si assiste ad una specializzazione del tipo con la realizzazione di strutture alcuni dei quali denominati “alberghi” dove i cameroni comuni sono di dimensione maggiore e la dotazione dei servizi aumentata.
Lo stato attuale del patrimonio delle residenze operaie presenta una buona parte dei fabbricati
costruiti intorno agli anni venti negli agglomerati urbani principali nei pressi delle sedi
direzionali ancora in discrete condizioni poiché quasi tutti ancora stabilmente abitati, mentre la
gran parte delle abitazioni plurifamiliari di minori dimensioni, costruite fuori dai nuclei urbani
a ridosso dei cantieri, versa in stato di abbandono e di rudere.