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Gli edifici delle direzioni minerarie rappresentano non solo il livello più alto raggiunto dall’a rchitettura mineraria ma anche, per alcuni caratteri che rimandano a linguaggi e motivi che appartengono alle realizzazioni coeve della Mitteleuropa, episodi di rilevante importanza nel panorama Sardo dell’epoca.
La necessità di concentrare in un'unica sede gli uffici direzionali e la residenza del direttore coincide con l’accordo da parte dello Stato italiano delle più grandi concessioni minerarie a società economicamente più forti e con il loro progressivo sfruttamento che dietro la spinta della meccanizzazione e l’impiego di fonti di energia innovative riceve intorno nel ventennio 1860-1880 un notevole impulso.
A prescindere dall’importanza che lega ciascuna realizzazione con il peso della Società mineraria di appartenenza è possibile rilevare alcuni elementi che accomunano i principali edifici direzionali come le caratteristiche ubicative e le caratteristiche legate all’immagine architettonica.
Il requisito di rappresentatività che una Palazzina direzionale deve possedere è già presente nella scelta della sua ubicazione individuata solitamente in una posizione dominante rispetto al contesto dove la sistemazione dell’intorno con piantumazioni e vegetazione varia non ha un ruolo secondario.
I caratteri di aulicità e imponenza che informano le palazzine delle principali società minerarie dipendono in larga misura dalla provenienza degli azionisti principali delle società stesse che quando non sono del Nord Italia provengono dall’oltralpe e che si portano dietro motivi e linguaggi estranei alle tradizioni e alla cultura locale, in un periodo, tra l’altro, dominato dall’eclettismo ed al revival degli stili architettonici del medioevo.
Tali elementi sono gli stessi che in maniera indifferenziata caratterizzano le principali architetture legate alla produzione come le strutture dei pozzi di estrazione o le officine ma che si fanno carico di trasmettere valori legati alla rappresentatività a prescindere dalle funzioni che contengono.
Le murature intelaiate, i rivestimenti in blocchi squadrati, le murature in pietra aperte con bifore e trifore del medioevo, i rivestimenti con lastre di ardesia, gli affreschi e gli apparati decorativi, le articolazioni degli edifici capaci di qualificare spazi urbani di irripetibile bellezza espressi nelle palazzine più importanti sono elementi che sul finire del diciannovesimo secolo gettano un ponte fra la Sardegna ed il continente Europeo.
Ciascun edificio direzionale rappresenta una eccezione poiché dipende dall’i mportanza della società mineraria di appartenenza e pertanto non è possibile individuare un tipo base di riferimento se non riconoscere la derivazione degli edifici principali più importanti dal tipo del Palazzo nobiliare al quale sono stati aggiunti gli ambienti destinati agli uffici.
Palazzina Bellavista, Monteponi
Palazzina della direzione, Campo Pisano, Iglesias
Palazzina Beni Beni
Palazzina Asproni, Sedda Moddizzis, Gonnesa-Iglesias
Palazzina della direzione, Sedda Moddizzis, Gonnesa-Iglesias
Villa Wright a Pitzinurri, Ingurtosu, Arbus
Palazzina Stefani, San Giovanni Normann