Mediateca di Iglesias

Sito della biblioteca-mediateca comunale di Iglesias

 

Salta la barra di navigazione e vai ai contenuti

Home > Laboratorio didattico > E-learning adulti > Modulo 7 - Repertorio delle componenti costruttive > Muratura portante in pietrame di scisto con paramento a vista

Modulo 7 - Repertorio delle componenti costruttive

Muratura portante in pietrame di scisto con paramento a vista

Elementi
Pietrame di scisto variamente assortito per forma e dimensioni nel nucleo e più regolarizzato nel paramento a vista.
Laterizi ed altri tipi lapidei in corrispondenza delle articolazioni principali della struttura muraria.

Descrizione
La muratura in esame è costituita da un nucleo in pietrame locale di scisto allettato con malta di calce idraulica e da un paramento esterno in pietrame dello stesso tipo ma regolarizzato nella faccia destinata a rimanere a vista.
La fondazione è costituita da un allargamento di sezione della muratura stessa.
La forma e le dimensioni delle pietre del nucleo sono variabili, e l’assestamento è integrato da pezzatura minore e frammenti di laterizio. L’interno della muratura è finito ad intonaco a base di calce idraulica.
Il paramento esterno risulta costituito da pietre sbozzate di dimensioni decrescenti verso l'alto, assestate di piatto a giunti sfalsati e con scaglie di pietrame fra gli interstizi a ridurre la quantità di malta di allettamento.
La particolare policromia della muratura in esame deriva oltre che dalle diverse tonalità di colore proprie dello scisto, soprattutto dall’adozione di materiali lapidei diversi per la realizzazione delle articolazioni principali della muratura dell'edificio, secondo le tecniche di costruzione del cantiere tradizionale e lo stile Neomedioevalista che informa l’edificio.
Il basamento dell’edificio, così come i cantonali, è realizzato in blocchi squadrati di un pregiato conglomerato naturale locale, separato dalla muratura in elevazione da un filare di mattoni pieni di laterizio posti di piatto.
Le cornici intermedie presenti all’imposta delle arcate delle aperture e nella parte alta della muratura, nonché la cornice di coronamento dell’edificio, sono in blocchi squadrati di granito martellinato, leggermente aggettanti rispetto al filo della muratura e separate da questa da un filare di mattoni pieni.
Le aperture delle finestre sono realizzate da arcate in mattoni pieni a tutto sesto per lo spessore di tre teste, intervallate da blocchi quadrati di granito posti alla mezzeria dei piedritti, alle reni ed in chiave.

1) Superfici intonacate 
Metodologia d’intervento
Preliminarmente occorre individuare e rimuovere le cause del degrado.
Successivamente può essere utile prevedere una mappatura delle superfici intonacate per identificarne lo stato di conservazione e le tipologie.
Sotto il profilo metodologico occorre valutare la possibilità di conservare gli intonaci esistenti, se necessario, adottando tecniche di ancoraggio al supporto e integrazioni anche saltuarie delle parti mancanti o irrecuperabili.
Le integrazioni dovranno essere realizzate con tecnologie di posa, finitura e materiali analoghi a quelli esistenti, privilegiando calce idraulica (eventualmente premiscelata ed eventualmente precolorata) e, ove necessario, intonaci macroporosi.
La stessa metodologia dovrà essere adottata per le tinteggiature, previo accertamento di quelle eventualmente preesistenti, utilizzando materiali a base di calce e tecniche di posa analoghe a quelle esistenti.

Tecniche d'intervento in base alle patologie di degrado
Ordine Patologie ricorrenti di degrado Tecniche d’intervento
A Degrado delle superfici intonacate 1. Rimozione degli intonaci degradati fino al nudo della muratura
2. Pulizia della muratura
3. Rifacimento di intonaco a base di calce idraulica
4. Tinteggiatura a base di calce
B Distacchi dal supporto 1. Incollaggio al supporto con iniezioni di calce idraulica selezionata
C Perdite e lacune 1. Rimozione delle porzioni d'intonaco distaccate
2. Rifacimento delle porzioni d'intonaco mancante rimosso con malta a base di calce idraulica
3. Tinteggiatura a base di calce

2) Nucleo murario e fondazione
Metodologia d’intervento
Preliminarmente occorre:

  • Individuare e rimuovere le cause del degrado.
  • Effettuare le indagini preliminari in situ e in laboratorio al fine di caratterizzare sotto il profilo chimico-fisico, petrografico e geognostico i materiali ed il terreno.
  • Eseguire un accurato rilievo di dettaglio.

Sotto il profilo metodologico in linea generale non è consentito alterare l’assetto statico originario introducendo nuovi sistemi costruttivi o modifiche sostanziali dell’impianto murario.
Le integrazioni e/o i rifacimenti dovranno utilizzare tecnologie e materiali identici agli originali curando che non si determinino soluzioni di continuità.
L’introduzione di elementi costruttivi e materiali estranei al contesto, dovrà essere limitata ai casi di assoluta necessità laddove l’utilizzo di tecniche tradizionali non offre le necessarie garanzie sotto il profilo statico.

Tecniche d'intervento in base alle patologie di degrado
Ordine Patologie ricorrenti di degrado Tecniche d’intervento
A Impoverimento delle malte interne e formazione di vuoti 1. Indagini soniche preliminari e a fine intervento
2. Lavaggio della muratura interna
3. Formazione del reticolo di perforazione
4. Iniezioni di malta fluida di calce idraulica
B Degrado della muratura per umidità ascendente 1. Perforazione della muratura ad un'altezza di 20-30 cm dal pavimento
2. Preintasamento della fascia muraria da iniettare con calce idraulica
3. Iniezione di prodotti la formazione di barriera antiumido
4. Rimozione di intonaco
5. Trattamento antisale della muraturalica
C Deformazioni e lesioni 1. Ripristino della muratura lesionata da effettuarsi con la tecnica dello "scuci-cuci"
2. Eventuali iniezioni di malta di malta di calce idraulica selezionata all'interno di appositi tubicini lasciati in opera allo scopo di colmare i vuoti
3. Eventuale intervento 1.c.2 e 1.c.3
4. Microcementazioni armate

3) Paramenti lapidei
Metodologia d’intervento
Preliminarmente occorre procedere attraverso le seguenti fasi:

  • Individuare e rimuovere le cause del degrado. 
  • Verifica e classificazione delle tipologie di alterazione utilizzando il lessico NORMAL (Ministero Beni e Attività Culturali, I.C.R.) 
  • Indagini storico-archivistiche e iconografiche

Per quanto riguarda la metodologia d’intervento, non è consentito alterare l’organizzazione compositiva dei paramenti, né sostituirli con materiali e tecniche differenti .
Le integrazioni e/o i rifacimenti dovranno utilizzare tecnologie e materiali identici agli originali curando che non si determinino soluzioni di continuità.
Il consolidamento e la finitura superficiale dovranno essere tali da garantire la compatibilità col supporto e non alterare cromaticamente lo stato delle superfici.

Tecniche d'intervento in base alle patologie di degrado
Ordine Patologie ricorrenti di degrado Tecniche d’intervento
A Alterazioni macroscopiche delle superfici:
- scagliature
- alveolizzazioni
- polverizzazioni
1. Pulitura non abrasiva delle superfici
2. Consolidamento superficiale con prodotti di sintesi specifici
3. Protezione superficiale con velatura a base di latte di calce e/o prodotti di sintesi specifici
B Alterazioni meccaniche degli elementi:
- Fratturazioni
- lesioni
1. Stuccatura dei giunti
2. Microcementazioni armate
3. Riparazione mediante tassellatura
4. Incollaggi con resina epossidica
C Deformazioni e lesioni 1. Lavaggio delle superfici
2. Trattamento con biocidi specifici

Risorse

Murature in pietrame di scisto a vista - Dettaglio

Murature in pietrame di scisto a vista - Dettaglio

Murature in pietrame di scisto a vista - Foto d'insieme

Murature in pietrame di scisto a vista - Foto d'insieme

 
Home | Contatti | Mappa del sito | Credits | © ConsulMedia 2006