Sito della biblioteca-mediateca comunale di Iglesias
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Prendendo
subito sonno Antoneddu sognò davvero ciò che desiderava: una grande tavola imbandita, coi piatti e
i bicchieri bene allineati, e soprattutto con un enorme paiolo di fave e ceci che sarebbe bastato a
sfamare la sua famiglia per mesi e mesi.
Fu proprio mentre sognava di allungare le mani verso il paiolo che Antoneddu sentì un grande peso sullo stomaco. Pensando che fosse la fame provò a girarsi di lato ma qualcosa, o qualcuno, gli diede un pizzico sul naso talmente forte da farlo sobbalzare.
- Ahi! - esclamò, aprendo di scatto gli occhi.
Seduto sopra di lui, con un brutto ghigno dispettoso incorniciato da una lunga barbaccia nera, vide un pundàccio non più alto di un palmo che sulla testa aveva una, due, tre, quattro, cinque, sei, sette berrette.