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La Sede Liberty della Associazione Mineraria

Associazione mineraria

 


Associazione Mineraria Sarda (Primo Centenario) 

"Un secolo di attività e cultura". A cura di Giulio Boi


 

L’ingegnere Giulio Boi, dopo aver a lungo ricoperto la carica di Segretario dell’A ssociazione Mineraria Sarda, ne divenne successivamente Presidente.

Il brano seguente è estrapolato da un testo scritto allo scopo di celebrare il centesimo anno di vita dell’Associazione, argomento principale del libro: si parte dalla sua fondazione, con la citazione del verbale dell’assemblea costituente del 23 febbraio 1896, per arrivare fino ai giorni nostri. Nel volume vengono illustrate le iniziative da essa promosse e menzionati i personaggi che l’hanno guidata o che in un qualche modo sono stati coinvolti nella sua attività; si ripercorrono inoltre alcune tappe della storia mineraria sarda. Nella seconda parte del libro l’autore ha raccolto i saggi di vari altri soci, che si rivelano di grande interesse: si tratta di testimonianze, esperienze, ricerche storiche personali.

Di particolare pregnanza la descrizione degli eventi che hanno portato all’u bicazione dell’Associazione Mineraria Sarda nell’attuale Palazzina Liberty, a fianco alla Scuola Mineraria. Di seguito una parte del testo che ce ne reca la storia:

 


LA SEDE DEFINITIVA (La Palazzina Liberty) di Franco Todde


"[...] Fin dalla sua costituzione l'Associazione Mineraria Sarda teneva le sedute periodiche in un'aula della Scuola Mineraria, a sua volta ospitata nei locali del convento dei Minori Conventuali.

L'Associazione avvertì, in ogni modo, la necessità di avere un locale proprio nel quale tenere le riunioni, ma anche per accogliere l'archivio e le collezioni mineralogiche.

Nella seduta del 17 gennaio 1897 il presidente Asproni dichiarò che l'ospitalità della Scuola Mineraria non poteva continuare ancora a lungo. Era, quindi, giunto il momento di pensare ad una sistemazione più conveniente, in grado di corrispondere adeguata­mente al ruolo che l'Associazione andava conquistando in forza dell'attività scientifica svolta dai soci, dalla quale traeva vantaggio l'industria mineraria.

[…]

L'esigenza di avere una sede propria era, in ogni caso, molto sentita. Nella riunione  del 18 marzo 1900 E. Ferraris presentò il disegno di un progetto, che donò    all'Associazione, per un "Club Minerario" da realizzarsi in Iglesias. L'Assemblea esa­minò il progetto e stabilì in circa 60.000 lire  la spesa necessaria alla sua realizzazione. 

Era impensabile mettere insieme quella somma con le sole forze dell'Associazione.

E. Ferraris propose di emettere obbligazioni il cui onere avrebbe dovuto gravare sulle Società minerarie, che avevano l'obbligo morale di sostenere l'iniziativa, poiché traevano vantaggio dall'attività scientifica dell'Associazione.

Fu nominato un Comitato promotore composto dai presidenti delle principali Società minerarie, con il mandato di presentare una proposta concreta per la realizzazione del progetto. A quel momento erano giunte solo due offerte, quella di Lord Brassey e quella della Società di Monteponi per 5.000 lire ciascuna. Si ritenne, quindi, di riesaminare il progetto originale rendendolo più modesto per abbassare i costi di realizzazione.

Il nuovo progetto doveva prevedere un edificio a due piani: un pianterreno compo­sto di due ambienti per l’Associazione Utenti Caldaie a Vapore e dal Sindacato Infortuni, e un locale per museo.

Il primo piano, a disposizione dell'Associazione, avrebbe dovuto accogliere una gran sala per riunioni, un'altra per ufficio e altre due camerette di servizio per il custode.

La realizzazione del nuovo progetto avrebbe richiesto una spesa complessiva di 38.000 lire circa, alle quali si sarebbero dovute aggiungere altre 2.000 lire per gli imprevisti e per gli arredi. Pertanto, occorreva un fondo di 40.000 lire.

Questo fondo si sarebbe dovuto recuperare fra i soci e fra le amministrazioni mine­rarie, che avrebbero dovuto sottoscrivere 400 buoni obbligazionari del valore di 100 lire, senza interessi e rimborsabili per estrazione.

Alla fine della discussione si assunsero le seguenti deliberazioni:

1.   provvedere alla realizzazione di un proprio edificio per sede dell'Associazione;

2.   approvare il progetto elaborato dalla Presidenza con una spesa presunta di 40.000 lire;

3. accendere un prestito di 40.000 lire, rappresentato da 400 cartelle da 100 lire, rimborsabili in solo capitale per estrazione a sorte;

4. dare potere alla Presidenza di stabilire le condizioni del prestito, di curare il collocamento delle cartelle, prendere impegni per l'esecuzione dell'opera.

Per sovrintendere alla realizzazione dell'opera fu nominata una commissione della quale fecero parte i soci Gustavo Cappa, Roberto Cattaneo e G.B. Angelo Lambert.

La raccolta delle sottoscrizioni continuava regolarmente. La Società Anonima di Malfidano offrì 5.000 lire e altrettanto Giorgio Asproni. Asproni, però, subordinò la sua offerta a due condizioni:

1.   che per il progetto della Palazzina fosse bandito un con­corso pubblico o tra i soci;

2.   che il progetto comprendesse i locali della Scuola dei Capi Minatori.

Alla fine del 1902 nessun progetto per la costruzione della Palazzina sociale era pervenuto, ed inoltre la Commissione esecutiva aveva presentato le sue dimissioni.

Il sistema delle obbligazioni per trovare i fondi necessari alla realizzazione della sede sociale si rivelò impercorribile, perché soltanto le associazioni erette in Ente Morale avevano facoltà di emettere prestiti obbligazionari dietro solide garanzie patri­moniali.

Per esplorare altre possibilità fu proposta la costituzione di una commissione. Dopo due mesi d'intenso lavoro la Commissione riferì sui risultati raggiunti.

Il primo articolo del decreto regio che erigeva in Ente Morale l'Associazione Mineraria Sarda: 
Dal N.° 130 della Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia (3 Giugno 19O4)

Art.     1.

L'Associazione Mineraria Sarda, con sede in Iglesias, è eretta in Ente morale ed il suo statuto organico, visto d'ordine Nostro, dal Ministro proponente, è approvato secondo il testo deliberato nelle adunanze 23 Febbraio 1896, 19 Dicembre 1897, 19 Marzo 1899, 17 Giugno 1900 e 20 Aprile 1902.

  palazzina liberty2  

            La Palazzina Liberty

Si può notare che le difficoltà insorte per la realizzazione del progetto siano state eminentemente di natura economica e burocratica; ammirevoli la caparbietà e la determinazione con cui Ferraris e la Commissione abbiano perseguito il proprio obiettivo.

CONSIGLI DI LETTURA

Un testo molto utile a chi voglia ripercorrere le tappe della creazione dell'Associazione Mineraria Sarda attraverso testimonianze e documenti, o semplicemente approfondire l'origine e il senso di tale ente e della sua importanza nel contesto socio - politico.

 
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