Sito della biblioteca-mediateca comunale di Iglesias
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Una Scuola Media Statale di Iglesias è riuscita a realizzare l’ambizioso progetto di una
guida turistica della città. L’agile volumetto contiene sintetiche informazioni sulla sua storia,
dall’età fenicio-punica a oggi, soffermandosi sulle tradizioni e le principali ricorrenze, quali i
Candelieri, i riti della Settimana Santa molto sentiti in città. Abbraccia inoltre la descrizione
dell’antico centro sulcitano, in cui spicca la piazza principale, Piazza Sella, e le vie del centro
storico. Viene dedicato spazio anche alle chiese antiche, come il bellissimo Duomo dedicato a Santa
Chiara, patrona della città, che si affaccia su una delle più belle e caratteristiche piazze della
Sardegna; ovvero la chiesa della Purissima con annesso il convento dei gesuiti e tante altre.
Infine, vengono forniti alcuni itinerari turistici utili all’esplorazione delle più
pittoresche località del circondario (Nebida, San Benedetto, Domusnovas, Fluminimaggiore, grotte e
miniere dell’iglesiente…).
Di particolare interesse la descrizione dell’itinerario attraverso il Parco
Marganai-Oridda-Monte Linas, in cui è possibile ammirare il notevole patrimonio boschivo e
botanico. Il massiccio del Marganai fa parte di un più vasto complesso montuoso che comprende
appunto anche Oridda ed il Monte Linas; esso presenta caratteristiche di grande rilevanza
naturalistica e comprende un’importante foresta che ricopre circa 3500 ettari di territorio
prevalentemente montuoso.
"Partenza: P.zza Sella. Si transita per via Eleonora prendendo
come punto di riferimento il Castello Salvaterra situato sul lato destro.
Percorrendo tutta la via si giunge in P.zza Fenza (a sinistra) e,
proseguendo ancora sulla strada principale, si arriva alla porta Sant' Antonio.
Si raggiunge, superati circa due chilometri di tornanti,
l'Ospedale Fratelli Crobu. Proseguire sempre dritto passando dal Lago Corsi. Dopo 5km si incontra
il bivio per San Benedetto, una frazione di Iglesias. Sulla sinistra si possono notare i ruderi di
una antica miniera sbarrata.
Si percorre la strada asfaltata fino ad arrivare, dopo 7km alla
frazione S. Benedetto. Subito dopo 1' ingresso del paese si gira a destra per la foresta Demaniale
Marganai.
Ci si inoltra in un grande canale chiamato "Canali Acquas" con
strada bianca. Sulla sinistra si notano immensi boschi di leccio, prati recintati per le pecore e
le capre, arbusti di vario genere e fiori variopinti. A sinistra c'è un bivio che porta a
Domusnovas: si prosegue a destra e si arriva al giardino di Marganai Linasia dopo circa
12km.
Lasciate le macchine nell' ampio parcheggio, si prosegue a
piedi.
Il cammino é lungo e faticoso, ma immergersi totalmente nella
fitta foresta é una emozione unica.
Tutto il percorso é ben indicato dalle frecce e dai caratteristici
simboli bianco-rossi del CAI che in modo accurato ha tracciato tutti i sentieri.
Volendo si può usufruire dell' ausilio delle guide della
cooperativa Linasia.
Varcato il cancello, punto di partenza, si inizia a salire in una
stradina con leggera pendenza sino ad arrivare, dopo 300-400 metri, nel fitto bosco.
Primo incontro caratteristico è con le carbonaie, volute dal Conte
Beltrami proprietario, a suo tempo, delle foreste.
Queste caratteristiche carbonaie hanno una base circolare in
pietra e sono ricoperte da tronchetti di leccio. Sicuramente dove c'è una radura in pietra vi era
una carbonaia che serviva nell' antichità per produrre carbone.
Sempre proseguendo nel più fitto bosco in un sentierino incerto,
dove il muschio, le ginestre selvatiche e i ciclamini sono delle macchie di colore che fanno
invidia alla tavolozza di un pittore, è facile trovare degli anfratti naturali, in parte
recintati, profondi sino a sei metri che sono una dimostrazione della natura carsica del
territorio. Lungo il percorso, tra i lecci e le querce di tanto in tanto nei pianori interdetti ai
turisti si possono notare dei campi sperimentali dove gli esperti del Corpo Forestale stanno
riproducendo da alcuni anni, il tartufo sardo (Tuvura). Sempre in fase sperimentale è in questa
zona, la vita della foresta senza l'intervento di bonifica dell'uomo. Dopo aver attraversato il
fitto bosco, e arrivati al bivio "S.Michele" inizia la salita che presenta una certa pendenza e che
porterà, dopo circa 3500 m. alla cima.
Durante tutto il percorso, è facile vedere le tracce del passaggio
dei cinghiali e di tanto in tanto scorci di panorama della vallata del Cixerri. Ad ovest nelle
limpide mattine si può vedere nitidamente l'isola di S.Pietro e ad est, Cagliari e il Golfo degli
Angeli.
Dopo circa 1h e 30m di salita alternata a falso piano si giunge,
infine, alla cima S. Michele (in 960 s.l.m.) La visione vale la fatica. Per 360° solo monti (Linas,
Oridda), valli, mare.
Un orizzonte infinito.
Ai piedi il centro di Iglesias, che nasconde le meraviglie di una
storia di secoli.
Il vero appassionato della montagna non può non sentirsi piccolo
piccolo davanti a tale maestosità. Proprio in cima, stonano un po’ le antenne dei ripetitori
televisivi e telefonici ma la tecnologia non risparmia niente e nessuno. È caratteristica, proprio
ai piedi delle antenne, una pietra miliare posta dal IGM (istituto geografico militare ) datata
23-5-1935 che dice "CHI DANNEGGIA È PUNITO". Tale monito inciso nella pietra oltre mezzo secolo fa,
deve essere sempre presente nella mente di tutti gli escursionisti che si avventurano da queste
parti.
Dopo tanto salire, una sosta per il pranzo e il meritato riposo è
d'obbligo, per riprendere poi la via del ritorno sino alle case della cooperativa dove si può,
prima di ripartire, visitare il museo "Casa Natura " e l’oasi mediterranea di Linasia.
Il giardino Linasia, esteso per 9000 mq, permette di osservare in
uno spazio relativamente limitato esemplari difficilmente reperibili in natura, sia per la loro
rarità sia perché vegetano in siti scoscesi e impercorribili".
La guida contiene informazioni utili riguardanti autonoleggio, alberghi,
emergenze per il turista che volesse visitare la città.
Il percorso degli itinerari come questo viene descritto minuziosamente, con il proposito di
supportare il visitatore di passaggio, estraneo ai luoghi. Si noti il linguaggio piano, lineare e
lievemente frammentario, che denuncia chiaramente la freschezza espositiva dei giovani scrittori.