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Natura e Uomini

"Iglesias : La Natura e gli Uomini" a cura della

Scuola Media Statale N.3 di Iglesias (A.S. 1996-1997)


Una Scuola Media Statale di Iglesias è riuscita a realizzare l’ambizioso progetto di una guida turistica della città. L’agile volumetto contiene sintetiche informazioni sulla sua storia, dall’età fenicio-punica a oggi, soffermandosi sulle tradizioni e le principali ricorrenze, quali i Candelieri, i riti della Settimana Santa molto sentiti in città. Abbraccia inoltre la descrizione dell’antico centro sulcitano, in cui spicca la piazza principale, Piazza Sella, e le vie del centro storico. Viene dedicato spazio anche alle chiese antiche, come il bellissimo Duomo dedicato a Santa Chiara, patrona della città, che si affaccia su una delle più belle e caratteristiche piazze della Sardegna; ovvero la chiesa della Purissima con annesso il convento dei gesuiti e tante altre.
Infine, vengono forniti alcuni itinerari turistici utili all’esplorazione delle più pittoresche località del circondario (Nebida, San Benedetto, Domusnovas, Fluminimaggiore, grotte e miniere dell’iglesiente…).
Di particolare interesse la descrizione dell’itinerario attraverso il Parco Marganai-Oridda-Monte Linas, in cui è possibile ammirare il notevole patrimonio boschivo e botanico. Il massiccio del Marganai fa parte di un più vasto complesso montuoso che comprende appunto anche Oridda ed il Monte Linas; esso presenta caratteristiche di grande rilevanza naturalistica e comprende un’importante foresta che ricopre circa 3500 ettari di territorio prevalentemente montuoso.

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ESCURSIONE A S. MICHELE.


"Partenza: P.zza Sella. Si transita per via Eleonora prendendo come punto di riferimento il Castello Salvaterra situato sul lato destro.
Percorrendo tutta la via si giunge in P.zza Fenza (a sinistra) e, proseguendo ancora sulla strada principale, si arriva alla porta Sant' Antonio.
Si raggiunge, superati circa due chilometri di tornanti, l'Ospedale Fratelli Crobu. Proseguire sempre dritto passando dal Lago Corsi. Dopo 5km si incontra il bivio per San Benedetto, una frazione di Iglesias. Sulla sinistra si possono notare i ruderi di una antica miniera sbarrata.
Si percorre la strada asfaltata fino ad arrivare, dopo 7km alla frazione S. Benedetto. Subito dopo 1' ingresso del paese si gira a destra per la foresta Demaniale Marganai.
Ci si inoltra in un grande canale chiamato "Canali Acquas" con strada bianca. Sulla sinistra si notano immensi boschi di leccio, prati recintati per le pecore e le capre, arbusti di vario genere e fiori variopinti. A sinistra c'è un bivio che porta a Domusnovas: si prosegue a destra e si arriva al giardino di Marganai Linasia dopo circa 12km.
Lasciate le macchine nell' ampio parcheggio, si prosegue a piedi.
Il cammino é lungo e faticoso, ma immergersi totalmente nella fitta foresta é una emozione unica.
Tutto il percorso é ben indicato dalle frecce e dai caratteristici simboli bianco-rossi del CAI che in modo accurato ha tracciato tutti i sentieri.
Volendo si può usufruire dell' ausilio delle guide della cooperativa Linasia.
Varcato il cancello, punto di partenza, si inizia a salire in una stradina con leggera pendenza sino ad arrivare, dopo 300-400 metri, nel fitto bosco.
Primo incontro caratteristico è con le carbonaie, volute dal Conte Beltrami proprietario, a suo tempo, delle foreste.
Queste caratteristiche carbonaie hanno una base circolare in pietra e sono ricoperte da tronchetti di leccio. Sicuramente dove c'è una radura in pietra vi era una carbonaia che serviva nell' antichità per produrre carbone.
Sempre proseguendo nel più fitto bosco in un sentierino incerto, dove il muschio, le ginestre selvatiche e i ciclamini sono delle macchie di colore che fanno invidia alla tavolozza di un pittore, è  facile trovare degli anfratti naturali, in parte recintati, profondi sino a sei metri che sono una dimostrazione della natura carsica del territorio. Lungo il percorso, tra i lecci e le querce di tanto in tanto nei pianori interdetti ai turisti si possono notare dei campi sperimentali dove gli esperti del Corpo Forestale stanno riproducendo da alcuni anni, il tartufo sardo (Tuvura). Sempre in fase sperimentale è in questa zona, la vita della foresta senza l'intervento di bonifica dell'uomo. Dopo aver attraversato il fitto bosco, e arrivati al bivio "S.Michele" inizia la salita che presenta una certa pendenza e che porterà, dopo circa 3500 m. alla cima.
Durante tutto il percorso, è facile vedere le tracce del passaggio dei cinghiali e di tanto in tanto scorci di panorama della vallata del Cixerri. Ad ovest nelle limpide mattine si può vedere nitidamente l'isola di S.Pietro e ad est, Cagliari e il Golfo degli Angeli.
Dopo circa 1h e 30m di salita alternata a falso piano si giunge, infine, alla cima S. Michele (in 960 s.l.m.) La visione vale la fatica. Per 360° solo monti (Linas, Oridda), valli, mare.
Un orizzonte infinito.
Ai piedi il centro di Iglesias, che nasconde le meraviglie di una storia di secoli.
Il vero appassionato della montagna non può non sentirsi piccolo piccolo davanti a tale maestosità. Proprio in cima, stonano un po’ le antenne dei ripetitori televisivi e telefonici ma la tecnologia non risparmia niente e nessuno. È caratteristica, proprio ai piedi delle antenne, una pietra miliare posta dal IGM (istituto geografico militare ) datata 23-5-1935 che dice "CHI DANNEGGIA È PUNITO". Tale monito inciso nella pietra oltre mezzo secolo fa, deve essere sempre presente nella mente di tutti gli escursionisti che si avventurano da queste parti.
Dopo tanto salire, una sosta per il pranzo e il meritato riposo è d'obbligo, per riprendere poi la via del ritorno sino alle case della cooperativa dove si può, prima di ripartire, visitare il museo "Casa Natura " e l’oasi mediterranea di Linasia.
Il giardino Linasia, esteso per 9000 mq, permette di osservare in uno spazio relativamente limitato esemplari difficilmente reperibili in natura, sia per la loro rarità sia perché vegetano in siti scoscesi e impercorribili".

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CONSIGLI DI LETTURA

La guida contiene informazioni utili riguardanti autonoleggio, alberghi, emergenze per il turista che volesse visitare la città.
Il percorso degli itinerari come questo viene descritto minuziosamente, con il proposito di supportare il visitatore di passaggio, estraneo ai luoghi. Si noti il linguaggio piano, lineare e lievemente frammentario, che denuncia chiaramente la freschezza espositiva dei giovani scrittori.



 
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