Sito della biblioteca-mediateca comunale di Iglesias
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Popolazione: 29.075 abitanti
Densità per Kmq: 140,0 abitanti
Superfice: 207,68 kmq
Altitudine: 176 m. s.l.m.
Città della Sardegna sud-occidentale, Iglesias si trova a 176 m slm, inclusa nel territorio del Cixerri che va da Gonnesa a Fluminimaggiore comprendendo la pianura che separa i gruppi montuosi della regione. Confina ad ovest col mare, nel tratto che va dallo scoglio de S’Omini Mortu a Cala Domestica e successivamente in senso orario con i comuni di Buggerru, Fluminimaggiore, Domusnovas, Musei, Villamassargia, Narcao, Carbonia, Gonnesa.
L'isola amministrativa, denominata regione San Marco, comprende numerose frazioni, come Bindua,
Monte Agruxiau, Nebida-Masua, Corongiu- Tanì, S. Benedetto, S. Giovanni Miniera.
Al nono posto in Sardegna come numero di abitanti, è capoluogo, con la recente Carbonia,
della
provincia
di Carbonia-Iglesias. In città hanno sede alcuni organi del Consiglio Provinciale e dal 1503 la
sede vescovile.
Iglesias, col suo passato di
storia
secolare, oggi una città moderne ed evoluta, che va conoscendo un nuovo modo di vita sociale,
economico e culturale. Il numero dei suoi abitanti è cresciuto di parecchie migliaia negli ultimi
anni e con la nascita di nuovi quartieri da una trentina d’anni si è registrata anche una costante
crescita civile.
Il tessuto topografico della città riflette le sue vicende storico-economiche. È infatti
possibile individuare tre fasi dello sviluppo urbanistico: quella medievale, quella dell’espansione
mineraria, quella dell’ultimo dopoguerra.
Il nucleo storico si estende all’interno della cinta fortificata medievale; sono visibili vari
tratti delle mura, delle torri e i ruderi del
castello
di Salvaterra, di cui sono in corso lavori di ripristino.
Il centro moderno si sviluppa attorno alla piazza intitolata a Quintino Sella - grande
propulsore dell’industria mineraria isolana - che insieme all’adiacente piazza Oberdan,
costituiscono vivaci e frequentati punti di ritrovo.
Come suggerisce il nome, Iglesias custodisce pregevoli monumenti di
architettura
religiosa, dove sono conservate pregevoli opere d’arte, come la
cattedrale
di Santa Chiara, le chiese della
Madonna
di Valverde, di
San
Francesco, della
Madonna
delle Grazie, della
Purissima.
La sua storia economica conosce alti e bassi perchè da sempre strettamente legata allo
sfruttamento delle miniere. I momenti di maggior splendore vanno ricercati durante le dominazioni
pisana e aragonese, nella seconda meta del XVIII secolo, durante il dominio sabaudo, e dopo la metà
del XIX secolo.
In seguito alle recenti crisi e al conseguente chiusura delle miniere, si sono intrapresi
numerosi interventi di bonifica e di valorizzazione dei siti. Un ampio
patrimonio
industriale, non minore del patrimonio urbano, monumentale e naturalistico, prezioso per un
centro che vuole trasformarsi in città turistica.
Panoramica della città
Veduta notturna di una torre pisana (Pro Loco Iglesias)
Scorcio del centro