Sito della biblioteca-mediateca comunale di Iglesias
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L'antica Villa di Chiesa, come altri centri del medioevo sardo, è punto d'incontro d’esperienze di carattere internazionale. La somma delle culture delle persone che vi si stabiliscono, o vi transitano, portano innovazione tecniche e culturali nel medioevo come ancora oltre la metà dell'Ottocento.
Durante i secoli le stratificazioni culturali si sono depositate sulle strade e sulle case di una città che conserva i segni della struttura urbanista medievale. Una storia importante, ricca di momenti di prestigio, un glorioso passato di cui troviamo testimonianza nel gran numero di edifici di culto, in cui ogni epoca della storia ha lasciato ben visibile traccia di sé.
Il prestigio si rinnova in un XIX secolo ricco di rigenerati impulsi economici. Ecco nuovi
eclettismi architettonici che narrano di esperienze convenute dagli ambiti culturali più disparati:
il segno del liberty adorna gli edifici urbani,
case e
palazzi, il neogotico si presenta nelle sue forme più diverse.
Nei primi anni del Novecento la città esprime soluzioni architettoniche audaci e evolute,
manifesta istanze all’avanguardia: la prima pista ciclabile della Sardegna, il cinema.
In seguito, quando la vita della città sulcitana si proietta verso i siti minerari, sorgono i nuovi borghi residenziali per tecnici e operai: Iglesias diviene una città industriale politecnica. Ma è proprio la crisi dei centri minerari a determinare uno sconvolgimento nell’organismo urbano. I borghi industriali vengono abbandonati. Nasce una nuova affascinante forma di "archeologia", l' Archeologia Mineraria.