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Chiese scomparse

Chiesa di S. Nicolo’
Pochissimo, quasi niente, si sa di questa Chiesa. Era posta nella Piazza ora chiamata Lamarmora.
La prima notizia trovata finora risale ai 1659. E’ una lettera inviata all’arcivescovo di Cagliari. vescovo d’Iglesias, dal rappresentante della città d’Iglesias (sindaco) con la quale prega il prelato di intervenire per comporre le “altercassiones” che ogni anno occorrevano tra il Capitolo e il magistrato della città in occasione delle festività Succedeva, infatti, che l’i llustre Capitolo non assegnava al magistrato il posto conveniente nelle chiese nelle quali si svolgevano le funzioni, con bisticci e scandalo davanti al popolo. Tra le altre cose, il rappresentante della città chiede un adeguato provvedimento del vescovo per quelle persone che essendo tanto povere, non possiedono un vestito adeguato per intervenire alle messe che si celebrano nelle chiese della città per le anime delle persone defunte durante la peste del i 656, poiché viene loro impedito.
Tra le chiese elencate vi sono anche le chiese di S. Nicolò, S. Sebastiano, S. Antonio, la chiesa del Monte della Pietà ed in prima sede la cattedrale.

Chiesa di S. Sebastiano
Nella pianta della città d’Iglesias, predisposta dal Maina, nel 1794, per il vescovo Porqueddu, conservata nella Biblioteca universitaria dì Cagliari, è ancora visibile la segnalazione della chiesa di S. Sebastiano. E’ segnata, inoltre, in una pianta del 1847 del Maggiore De Candia (Archivio di Stato di Cagliari). Fino a questo momento non ho trovato la data di costruzione; pensavo risalisse alla peste del 1656, essendo S. Sebastiano il patrono degli appestati, ma è citata in un atto notarile della fine del '500.

Chiesa di Santa Lucia
E’ annessa all’ospedale di Santa Lucia, sezione dell’ospedale nuovo della Misericordia di Pisa. L’ospedale pisano fu fondato nel 1257, come condizione posta dal Papa Alessandro IV per assolvere i pisani dalla scomunica, comminata loro nei 1241 dal Papa Gregorio IX per aver catturato una nave genovese carica dei prelati che si recavano a Roma per un Concilio.
Molti documenti su questo ospedale sono riportati dal Baudi di Vesme nel Codice Diplomatico di Villa di Chiesa. L’ospedale e la chiesa erano retti dagli agostiniani. Il primo documento è del 302.

Chiesa San Michele in Marganai
Di questa Chiesa si è rinvenuta soltanto una notizia.
Nell’ambito di un censimento prediale dell’isola di Sardegna, della seconda metà del 1800, viene effettuata un’ispezione al “ Salto di Marganai” di proprietà della città di Iglesias (verrà venduto nel 1864, per pagare alcuni debiti, all’inglese Scott). Di tale ispezione viene compilata una relazione nella quale, oltre ai confini, è segnalato, presso la punta San Michele, “un grande mucchio di pietre in un angolo della Chiesa distrutta di San Michele, che serve di punto trigonometrico”.

Chiesa San Giorgio
Vi è traccia dell’esistenza di questa chiesa in un documento del 1631, 28 novembre. E’ una lettera dei consiglieri comunali indirizzata al consigliere Capo che si trova a Cagliari per sbrigare affari della città. Gli si fa sapere che, nei giorni precedenti, in Portopaglia e Fontanamare, una nave di turchi aveva catturato una “tartana” di cristiani francesi; 17 uomini riuscirono a salvarsi e furono portati in quarantena nella chiesa di San Giorgio di questa città.

Chiesa Santa Barbara
E’ citata in documenti medioevali dell’ A.CA di Barcellona; è stata coperta dall’ultimo bacino di scarico dell’impianto di flottazione di Campo pisano con sabbia e cemento.

Altre chiese
Si ha notizia di altre chiese esistenti nel territorio iglesiente. delle quali, però, non ho trovato documenti: Santa Maria di Bingiargia, Santa Maria di Barega, San Lorenzo, Santa Giuliana, San Severino, San Giovanni (nel Breve).


Testo di Celestina Sanna

 
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