Sito della biblioteca-mediateca comunale di Iglesias
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6000 -750 a.C.
Il territorio di Iglesias fu frequentato sin dal neolitico antico, come attestano
gli insediamenti all’aperto estesi sui colli che circondano la città: Cruccueddu, Buoncammino,
Monte Altari, Pizzu ‘e Pudda. L’età antica del rame è documentata nelle domus de Janas di San
Benedetto e nel villaggio di Via San Leonardo. Testimonianze del periodo nuragico sono i nuraghi di
Santa Barbara, Is Cadonis, Medau Mannu, Punta Sa Pannara, Punta Fico d’India, Genna Mustazzu, le
tombe dei giganti di Genna Solu, di Martiadas e il tempio di Serra Abis.
750 a.C. - 476 d.C.
Fenici, Cartaginesi e Romani, attratti dalle ricchezze minerarie, occuparono le
zone costiere. I cartaginesi innalzarono in travertino bianco il tempio di Matzani sulle pendici
del Monte Cuccurdoni Mannu nell’isola amministrativa di San Marco. Al periodo romano risalgono l’i
nsediamento di Corongiu, il ponte di Canonica e le vicina tomba ad arcosolio di Monte Pitzuga.
476 - 1258
Con la conquista vandalica (456 – 534 d.C) l’invio nel Sud-Ovest di una colonia di
Maurusi determinò l’imposizione alla regione del nome di Maurreddìa e agli abitanti di Maurreddus.
Nel giudicato di Cagliari erano comprese la curatoria o “triconia” di Sulci e la curatoria o “
triconia” del Sikerri, facenti parte della diocesi sulcitana, la cui sede prima a Sant’Antioco e
poi, nel XIII sec., a Tratalias, fu traslata a Villa di Chiesa tra il 1355 e il 1362. Al periodo
tardo bizantino o giudicale appartengono i ruderi di numerose chiese alcune legate a ville del
territorio del Sikerri. Entro le mura si segnalano la chiesa del Santo Salvatore, di Sant’Antonio
Abate e di San Saturno (oggi Madonna delle Grazie).
XIII sec.
Nella valle del Cixerri , che andava progressivamente popolandosi di villaggi
sparsi, Ugolino della Gherardesca, Conte dei Donoratico e Signore della sesta parte del
Cagliaritano , fondò Villa di Chiesa, menzionata per la prima volta in un documento del 1272. Il
territorio, ricco di piombo argentifero e perciò conosciuto anche con il nome di Argentaria, vide
rifiorire l’attività mineraria. In breve volgere di tempo Villa di Chiesa si sviluppò, manifestando
l’esigenza di uno statuto che regolasse sia la vita cittadina, sia l’attività estrattiva delle
miniere vicine: il Breve di Villa di Chiesa. Quella pisana è una fase eccezionale della storia di
Iglesias che divenne il centro più importante del meridione sardo dopo Cagliari.
1323
Nel giugno del 1323 le milizie iberiche sbarcarono a Palma di Sulcis puntando
direttamente su Villa di Chiesa che, dopo un lungo assedio, il 7 Febbraio 1324, fu costretta alla
resa, ottenendo il diritto all’onore delle armi. Aveva, così, inizio il periodo della dominazione
catalano-aragonese. L’infante Alfonso, cinque giorni dopo l’occupazione, concedeva alla città il
privilegio di coniare moneta d’argento e, nel 1327, approvava e confermava il
Breve
di Villa di Chiesa. Nell’aprile del 1354 la città venne incendiata e distrutta nel corso della
guerra contro Mariano d’Arborea, che riuscì ad impadronirsene. Tornato in possesso della città,
Pietro il Cerimonioso dispose il riassetto delle mura. Tuttavia la situazione rimase confusa ed
agitata a causa del continuo riaccendersi dei conflitti fra la Corona d’Aragona ed il Giudicato d’A
rborea. Lotte e distruzioni determinarono una stasi dell’attività economica.
1479
Nel 1479 la Sardegna passava alla Spagna senza che ciò apportasse alcun
cambiamento. L'inetto dominio spagnolo e le pestilenze del '600 gravarono duramente sul territorio
e le miniere furono abbandonate.
1720
Soltanto nel XVIII secolo, quando l’Isola entrò a far parte del Regno di Sardegna,
rinacque l’interesse per l’attività mineraria. Nella seconda metà dell’Ottocento si moltiplicarono
i permessi di ricerca e di estrazione per i più svariati minerali, si creò una maestranza numerosa
e competente, si perfezionarono gli impianti e l’attrezzatura secondo i più moderni dettami della
tecnica. Videro la luce nuove imprese. In pochi decenni con l’industria mineraria la Sardegna
riuscì a conquistare un rilievo di livello internazionale ed anche Iglesias, secondo Quintino
Sella, ebbe “più reddito di ciò che avesse, lustri fa, di capitale” e soprattutto “nuove case,
nuove strade, nuovi quartieri “. La popolazione arrivò ai ventimila abitanti .
“Nuovi eclettismi architettonici raccontano di tecnici convenuti da ambiti culturali variegati:
il segno del Liberty decora case e palazzi, le architetture minerarie adottano soluzioni
estremamente raffinante, il neogotico si affaccia negli edifici cittadini”. (Marco Cadino - Paesi e
città della Sardegna)
1900
La crisi del settore agricolo di inizio Novecento portò a Iglesias circa 16.000
lavoratori e quasi tutti vennero impiegati nelle miniere. Le condizioni lavorative di sfruttamento
e di miseria degli operai causarono incidenti e scontri. L’11 Maggio del 1920 ad Iglesias gli
scioperanti si scontrarono con Carabinieri e guardie regie. Sette furono i morti e ventisei i
feriti. Durante il Ventennio fascista con la politica autarchica le miniere ricevettero un nuovo,
notevolissimo impulso, soprattutto per lo sfruttamento carbonifero del Sulcis. Tuttavia, il carbone
sardo, difficile da estrarsi e di qualità mediocre non poté reggere a lungo la concorrenza di
quello prodotto da altri Paesi. Negli ultimi decenni del Novecento, le miniere sarde avevano ormai
assunto una posizione di definitiva inferiorità nel mercato mondiale. La perdurante depressione
delle quotazioni del piombo zincifero, il progressivo impoverimento dei giacimenti, l’immane sforzo
finanziario richiesto determinarono la cessazione di ogni attività mineraria.
Oggi Iglesias è una città nuova. Le speranze e le energie del territorio sono volte ad
incrementare l’economia con le nuove attività legate al settore turistico- alberghiero nel quale
trovano adeguata collocazione le strutture minerarie, considerate dei gioielli di archeologia
industriale.
Nuraghe Genna Mustazzu (Pro Loco Iglesias)
Il ponte romano Canonica (Pro Loco Iglesias)
Torre e mura pisane
L’Alfonsino d’argento
Busto di Quintino Sella
Il trasporto del minerale in miniera (Pro Loco Iglesias)