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di Gloria
Erano già le otto di sera e il sole era gia tramontato da un´ora. Il piccolo Romeo vagava per il bosco in cerca della strada che lo avrebbe riportato a casa...
Marina, ragazzina adolescente, viveva in un piccolo paese che si affaccia sul mare, circondato da alberi in fiore e allietato da voci festanti di bambini. Casette sparse qua e là fra cespugli di euforbia e rosmarino. Durante la sua consueta passeggiata al belvedere si rilassava con il cinguettio musicale dei passeri, coccolata dai profumi deliziosi del timo e della lavanda. Il tutto era reso ancor più invitante e accogliente dallo spettacolo che sembrava un dipinto di Van Gogh, raffigurante il mare increspato da una leggera brezza. Con lo scorrere delle ore, l´infrangersi delle onde sugli scogli si faceva sempre più insistente. Sovente soffiava un leggero vento primaverile che trasportava sino in paese il profumo della salsedine. Marina era particolarmente affascinata dalla vista del tramonto, quel grande fuoco ardente che si riflette sullo specchio dell´acqua dipingendo pennellate fuxia, turchesi e arancioni, creando un´atmosfera quasi da favola. Al centro del paese, nella piccola piazzetta, la ragazza incontrava sempre i vecchietti, che si ritrovavano a fare quattro chiacchiere. Alla domenica mattina Marina era rallegrata dal vedere anziani e bambini che si dirigevano, quasi fosse una festa, verso la chiesa al rintocco giocondo delle campane. Nonostante cresca, serena e tranquilla, ad un tratto della sua giovane vita, ormai ventenne, la curiosità per il mondo esterno e la voglia di conoscere e scoprire spingono Marina ad evadere da quella pacatezza che l´ha vista crescere ma che ora iniziava ad opprimerla. Così decise di trasferirsi in città, dove ha sempre sognato di abitare. La città da cui era stata attratta per il ritmo incalzante e le luci accattivanti. Qui, poteva esprimere se stessa nella sua vera indole vivace ed estrosa e scoprire un mondo che ha sempre visto filtrato attraverso la tv o dalle voci di altre persone. L´arrivo in città le apparve come l?inizio di una nuova vita che si preannunciava attiva e divertente. Frastornata dal lungo e tortuoso viaggio in bus, all?appoggiare il primo piede sull´asfalto le sfrecciò davanti ad una velocità impressionante un automobilista scatenato. Si accorse immediatamente che avrebbe dovuto prestare maggiore attenzione e smettere di sognare, di stare tra le nuvole dall?entusiasmo dovuto all?arrivo nella nuova città. Marina alzò gli occhi e vide un grattacielo tanto alto che le fu difficile scrutare totalmente dagli occhi del suo metro e sessanta. Attorno a lei un mare di persone, giovani e anziani che si incrociavano e correvano in tutte le direzioni. Le rimasero impressi i signori e le signore, distinti e con la borsa da medico, possedevano dei visi sorridenti e soddisfatti di loro stessi. Questo perché la principale causa del suo trasferimento fu la possibilità di studiare e realizzare il suo sogno? Comunque sia, molti erano i giovani e le signore di una certa classe che affollavano i negozi chic, ma anche i meno sfarzosi, di quella lunga via abbellita da luci brillanti e vetrine luccicanti. Al centro un´enorme piazza con un grande monumento al fondatore della città, attorno al quale stavano piccole bancarelle e parecchi vagabondi, che erano ridicolizzati da alcuni gruppi di ragazzacci, i quali hanno parecchio infastidito la gioia e l´entusiasmo del visitare la città, di Marina. Dopo il breve giro turistico, Marina si gustò appieno la sua nuova casa, non potendo riposare e rilassarsi completamente poiché la stessa era posta in centro, perciò si udiva il frastuono di auto, tram e mezzi pubblici a qualunque ora del giorno, ma ciò non le disturbava affatto. La nuova città dopo alcuni mesi le soddisfava appieno, poteva studiare la mattina, lavorare il pomeriggio, avendo la possibilità, la sera, di frequentare una delle tante palestre per ogni tipo di hobby, oppure vedere seduta comodamente sulla poltroncina del Warner Village un film divertente in compagnia dei suoi amici di Università. Marina visse in questa caotica e frenetica città dalla gioventù sino ad arrivare all?età più matura. Quando si profilò una proposta da parte della sua famiglia, cui era rimasta affezionata e legata profondamente, di trasferirsi nuovamente al suo paese d´origine. A Marina non interessava più uscire e divertirsi come un tempo. L´aria cupa offuscata dal fumo dei gas di scarico delle autovetture, la congestione del traffico, la confusione e l´inquinamento, non vedere quasi mai il sole, le fecero venire la nostalgia dell´aria fresca e pura del suo paese natale, nonostante i grandi parchi le offrissero ampi campi verdi, dove praticare sport all?aria aperta. Lei rifletté a lungo su questa difficile proposta. Se da un canto non poteva abbandonare la città in cui godeva di un lavoro soddisfacente e di ogni confort; dall´altro le risultava sofferente rinunciare al clima festoso e familiare del suo affezionato paese. Privarsi di un caldo e avvolgente sole mattutino, dell´aria tiepida e punzecchiante della primavera e soprattutto di rivivere quelle emozioni vissute un tempo, quando passeggiava in riva al mare o si divertiva a rincorrersi con i suoi amici più cari. La vita ci conduce a compiere della scelte che talora possono essere sofferte e contrastate, ma siamo noi che dobbiamo avere la forza, la razionalità e pure l?istinto di seguire la strada che più ci si addice e adempie le nostre esigenze. Marina decise di andare a dormire e lasciare che la notte le portasse consiglio, rimandando la decisione al mattino seguente.
 
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